STONER, John Williams


STONER, John WilliamsHo iniziato a leggere Stoner perché volevo prendermi una pausa “leggera” da Simone de Beauvoir. Ed ho sbagliato, ma ne sono felice. Sì perché questo libro è un macigno: non perché sia ostico, anzi, scorre che è una meraviglia, ma perché ogni parola ti rimane addosso e pesa come una pietra, carica e immobile. Come immobile è anche il suo protagonista (il cui cognome, Stoner, non a caso ha un’etimologia comune a quella di stone, pietra in inglese) vittima della sua incapacità di scegliere, di agire, e che per questo subisce la vita e il suo destino in un modo talmente estremo da far venire voglia a chi legge di alzarsi e fare qualcosa al posto suo, presi dalla disperata tristezza che a tratti sembra sconvolgere più noi che colui che colui che dovrebbe esserne preda. Una tristezza che rimane lì anche dopo aver letto l’ultima pagina e l’intensa postfazione di Peter Cameron (sì, quello di Un giorno questo dolore ti sarà utile), un peso sul cuore a ricordarci della bellezza di questo romanzo.

STONER, John Williams (17,50 euro, Fazi Editore)

Categorie
Tags