NON AVEVO CAPITO NIENTE, Diego De Silva


NON AVEVO CAPITO NIENTEChe non avevo capito niente era l’unica cosa che avevo capito: ci ero cascata un’altra volta (la quinta? la sesta? avevo smesso di contarle) e un’altra volta mi ritrovavo con il cuore a pezzi e il cervello che mi dava dell’idiota. Naturale che, entrando in libreria, la copertina del romanzo di De Silva avesse captato la mia attenzione come un’insegna al neon. Sembrava dirmi: guarda che non sei la sola, anch’io sono un cretino come te. E si sa, mal comune mezzo gaudio. Insomma, l’avevo comprato.

Avete presente quando il personaggio di un romanzo dice esattamente quello che hai sempre pensato ma che non sei mai stato capace di formulare correttamente? Ecco: Vincenzo Malinconico ERO io. Ovviamente non per la carriera da avvocato semi fallito, tantomeno per il divorzio non poi più tanto recente (ci sarebbe mancato anche quello!) ma per quel modo di restare ancorato al passato in maniera tenace e irrevocabile in un modo talmente ridicolo che ce ne rendevamo conto anche noi, era assurdo. Ma che potevamo fare? Tanto valeva riderci sopra.

Sì perché da buon napoletano, De Silva è bravissimo a far ridere quando meno te lo aspetti. Mi son ritrovata più di una volta a sghignazzare in autobus per i pensieri di Malinconico, ogni volta ritrovandoci me stessa. Con la conferma che sì, non avevo capito niente. Ma che in fondo, non era poi così grave.

NON AVEVO CAPITO NIENTE, Diego De Silva (16 euro, Einaudi).

Foto courtesy Fabio Messana

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  • Bianca Lo Giudice

    de Silva è uno dei migliori. Bellissimi anche “Mia suocera beve” e “Sono contrario alle emozioni”, seguiti di questo bellissimo “Non avevo capito niente”.